Milazzo antica


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Cimitero monumentale

I monumenti

Sul poggio panoramico accanto alla chiesa dei Cappuccini sorge nel 1888 il Camposanto della città
di Milazzo,trasferitosi dalla piana di S. Giovanni, per volere ed obbligo della legge sanitaria del
1865 ;in cui si ribadisce il divieto della sepoltura nell'interno delle chiese.
Le opere scultoree presenti richiamano i nomi di alcuni illustri scultori dell'epoca come Mario
Rutelli, Filippo Lo Schiavo, Orazio Ruvolo, Gregorio Zappalà .Giuseppe Gangeri, Antonio Ugo e
Giovanni Scarfì.
Tra le numerose sculture ,per la maggior parte ritratti dei defunti e monumenti sepolcrali con varie
simbologie religiose, è bene ricordare il monumento di Stefano Muscianisi Platania del 1893 a
firma di Scarfì e sempre dello stesso autore quello di Margherita Bevacqua Dondes del 1892.
Monumento dedicato al Prof. Aleandro Caselli del 1909 a firma di Lo Schiavo e il busto di Natale
Catanzaro di Ruvolo.
Passeggiando per il cimitero si riscoprono dei veri e propri monumenti di eccellente qualità.
Diversi gli stili che partendo dall'Accademismo Neoclassico del Tenerani, si approda ad un primo
stile Liberty.(es. la cappella Cumbo)
Mirabile somma dei temi iconografici, cristiani, escatologici e celebrativi legati alla sepoltura.
Una considerevole quantità di monumenti celebrativi e funebri seguono la produzione plastica a
Milazzo nella seconda metà dell'Ottocento e fino ai primi decenni del XX secolo, affidata ad
eccezione di qualche interessante apporto palermitano, per lo più all'attività di scultori e lapicidi
provenienti dal vicino capoluogo ed estesa a tutto il comprensorio del Mela., Filippo Lo Schiavo e
Orazio Ruvolo furono i due scultori milazzesi per eccellenza.



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